La spinta

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📖 Qualche giorno fa ho letteralmente divorato questo libro. Non l’ho letto ma l’ho ascoltato tramite Audible (che consiglio a tutti i lettori accaniti che, però, non hanno tanto tempo da dedicare agli amati libri). Si tratta di un thriller molto particolare che affronta tematiche importanti come il diventare madri e la depressione post-partum. Essendo diventata madre da solo un anno, mi sono sentita molto affine con la protagonista per certi versi. Lo consiglio per il tocco delicato e raffinato con cui la Audrain tratteggia i personaggi, distrutti dal dolore più grande che si possa provare nella vita. 📖

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𝐃𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 (𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐀𝐦𝐚𝐳𝐨𝐧)
È la Vigilia di Natale e Blythe è seduta in macchina a spiare la nuova vita di suo marito. Attraverso la finestra di una casa estranea osserva la scena di una famiglia perfetta, le candele accese, i gesti premurosi. E poi c’è Violet, la sua enigmatica figlia, che dall’altra parte del vetro, a sua volta, la sta fissando immobile. Negli anni, Blythe si era chiesta se fosse stata la sua stessa infanzia fatta di vuoti e solitudini a impedirle di essere una buona madre, o se invece qualcosa di incomprensibile e guasto si nascondesse dietro le durezze e lo sguardo ribelle di Violet. Quando ne parlava con Fox, il marito, lui tagliava corto, tutto era come doveva essere, diceva. Era cominciata così, o forse era cominciata molto prima, quando era stata lei la bambina di casa. Blythe ora è pronta a raccontare la sua parte di verità, e la sua voce ci guida dentro una storia in cui il rapporto tra una madre e una figlia precipita in una voragine di emozioni, a volte inevitabili, altre persino selvagge. Un tour de force che pagina dopo pagina stilla tutto quel che c’è da sapere quando una famiglia, per preservare la sacralità della forma, tace. Viscerale, onesto fino alla brutalità, “La spinta” è un viaggio ipnotico e necessario nella psiche di una donna a cui nessuno è disposto a credere.

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Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney)

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