La Ferocia

𝐀𝐔𝐓𝐎𝐑𝐄: Nicola Lagioia
𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎: La ferocia
𝐕𝐎𝐓𝐎: 🦄🦄🦄🦄

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“Quando moriva un sedicenne, talvolta anche un ventenne le chiese erano invase da questo esercito di ragazzini e ragazzine. Non si erano mai spinti oltre l’acquasantiera dal giorno della Cresima, e non sarebbero tornati per molto tempo. Una languida rabbiosa carica di corpi in fiore. Non c’era santa che pareggiasse il profumo di frutta e sudore di una quattordicenne in lacrime per la scomparsa di un’amica. (…) Quando ad andarsene erano i sessantenni, accorrevano i colleghi di lavoro. I novantenni erano specializzati nel trascinarsi dietro interi paesi. Ma erano i trentenni la tragedia. I trentacinquenni, non di rado i quarantenni. non c’erano colleghi di lavoro, perché spesso non c’era un lavoro. E quando il lavoro c’era, i colleghi erano troppo impegnati nella lotta per la sopravvivenza. Gli amici – quelli veri, quelli che un tempo lo erano stati – erano lontani, persi nelle città del Nord, dentro i pantani delle loro vite. Forse la notizia era arrivata anche a loro, e il cordoglio, provocava minuscole torsioni nelle fiamme delle candele elettriche. Così, in quei casi, il corpo restava alla mercé della famiglia. Col risultato, o la beffa, che a gestirlo erano coloro contro cui il morto doveva aver lottato per emanciparsi quando era in vita. (…)”

📖 Questa la pagina, a mio avviso, più esemplare di questo capolavoro, Premio Strega 2015, di Nicola Lagioia. Parola secche, asciutte, dette quasi a ferire chi in quel momento pensa: “Ma va, non è vero…”; e invece si sofferma due minuti in più a pensare che è proprio così. La vita prima. La morte dopo. E tutto continua. Sino a che qualcuno, magari un fratello, scava nel profondo del problema e cerca di far crollare (ci riesce?) tutto il castello di menzogne, ricatti, detti e non detti, di una famiglia quasi perfetta. Che perfetta non lo è mai stata alla fine.

Tradimenti, falsità, droga, alcol, ricatti, sequestri. E poca sincerità. Mai la verità. Quella che invece Lagioia dice con il suo scrivere così essenziale e diretto; con le sue parole che ti entrano dentro e che non riesci a dimenticare, perché ti servirà ricordarle per la pagina successiva, e per quella dopo.

Come nella vita. È tutto un susseguirsi di azioni, e di persone che si incontrano e si scontrano, sino a che non saranno i pezzi di quel puzzle che tu vorresti fosse un paesaggio di montagna o una bella spiaggia dorata. E invece l’immagine rivela il marciume del mondo che viviamo ma che fatichiamo – o forse non vogliamo – a capire. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Forse. 📖

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𝐃𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 (𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐀𝐦𝐚𝐳𝐨𝐧)

In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate così? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli – in particolare quello con Michele, l’ombroso, l’instabile, il ribelle – può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell’azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. L’intensità della scrittura – mai così limpida e potente – ci avviluppa in un labirinto di emozioni, segreti e scoperte, che interseca le persone e il loro mondo, e tiene il lettore inchiodato alla pagina.

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La ferocia

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Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney)

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